Cenni Biografici
Venerabile don Antonio Provolo (1801- -1842)
Don Antonio Provolo nacque il 17 febbraio 1801 nella parrocchia di San Pietro Incarnario da modesti genitori, Stefano, venditore di frutta, e Antonia Allegri, lavandaia. Formatosi presso i Carmelitani Scalzi di Santa Teresa, nel Ginnasio Municipale di San Sebastiano e nel Seminario, fu ordinato sacerdote il 18 dicembre 1824. Già attivo nell’oratorio di San Lorenzo con don Giovanni Battista Frisoni (1770-1837) e don Luigi Bragato (1790-1874), fu insegnante di grammatica in seminario nel 1824-25 e si dedicò quindi all’educazione della gioventù, alle missioni al popolo e agli esercizi per i contadini. Dal 1830, continuando l’opera del sacerdote Ludovico Maria De Besi (1803-71), partito per le missioni, si dedicò alla scuola dei sordomuti, rielaborando in maniera personale il metodo del dare la parola con la parola, favorito in ciò dalle sue doti di cantore e musicista. Per la realizzazione del suo disegno fondò l’Istituto religioso della «Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti», con inizio ufficiale dell’Opera il 27 gennaio 1832. Fu autore di un manuale e di altre opere di formazione dei sordomuti, e produsse pure degli scritti a carattere devoto specialmente d’impronta mariana. A favorire la devozione mariana, negli anni 1839-57 fu realizzata l’edizione italiana dell’ Atlante Mariano pubblicato dal padre Guglielmo Gumppenberg (1609-75) nel 1657. Per la scuola dei sordomuti e per le altre iniziative scolastiche da lui sostenute, raccolse intorno a sé sacerdoti e collaboratori con i quali nel 1832 dall’attuale via Enrico Noris, ove risiedeva, passò alla chiesa di Santa Maria del Pianto, detta dei Colombini, dove si venera la Madonna Addolorata. Della sua devozione all’ Addolorata, si ricorda anche un gustoso episodio riguardante un pellegrinaggio con i suoi ragazzi alla Madonna della Corona nel 1835. Don Provolo poteva cantare con versi dialettali «Sia ringrazià el Signor, cari putei/… semo de quei / che de onorar ghe piase la Madona / perché allor gavarem contento / se unimo alla pietà divertimento». Nel frattempo collaborava al progetto di fondazione canossiana della Congregazione dei Figli della Carità, per il quale si era recato a Venezia nel 1831, ma che poi lasciò cadere per divergenze con la Canossa e per occuparsi delle sue fondazioni. Tra il 1839 e il 1841 pose le basi della Compagnia di Maria per l’educazione delle sordomute, che fu realizzata per l’opera di Fortunata Gresner (1817-86)? nel 1857, dopo che il fondatore era morto il 4 novembre 1842. La sua causa di beatificazione e canonizzazione fu introdotta col processo diocesano celebrato nel 1962-63 e nel 1998 fu pubblicata la monumentale Positio in 2 volumi, che ne attesta la vita e le virtù. Intanto, la poco nota vicenda biografica del Provolo è stata fatta conoscere da Maria Palma Pelloso col suo denso volume dal titolo Silenzio e parola nel 1989 e, più recentemente (2015),da Agostino Micheloni con un bel volume intitolato Antonio Provolo, “sacerdote di bel cuore, anzi tutto cuore”. Finalmente, il 27 febbraio 2017 fu dichiarata l’eroicità delle sue virtà, dichiarazione che comporta per don Antonio Provolo il titolo di venerabile.
